Salvatore Patera, Sociologist and Ph.D in Education. Currently, I’m post-doc research fellow at INVALSI (Istituto Nazionale Valutazione Sistema Educativo di Istruzione e Formazione). Previously I was adjunct professor for: Evaluation/Planning of Educational Interventions and Experimental Pedagogy at the Faculty of Educational, Political and Social Sciences - University of Salento. I was post-doc research fellow in “Participatory evaluation/planning of socio-educational interventions” at the Department of History, Society and Human Studies - University of Salento. My research’ topics are: Participatory action-research, Community and institutional capability; Participatory evaluation/planning; Evaluation/planning competencies – specially “Learn to Learn”; Third mission in HE). I’m a founding member and Vice-President of the Company (Spin-off University of Salento) “Espéro” Ltd. – Advanced training services. I’m a founding member and President of “Innovars - Association of spinoffs and startups in Apulia Region”. I’m Vice-President of “Red Iberoamericana de Animación Sociocultural (nodo Ecuador). I was Visiting Researcher at the CSIC-CCHS-IPP in Madrid and I was Visiting Professor at University of Zaragoza (Spain) and Universidad Politécnica Salesiana (Ecuador).  As Invited researcher, I’m member of the Research Group: GICCEES - Grupo de Investigación de Ciencias de la Educación Superior – Universidad Politécnica Salesiana (Ecuador).  Counselor professional, certified member of SIAF (PU367P-CG). 2017- Conferimento Abilitazione Scientifica Nazionale professore universitario di seconda fascia, settore concorsuale: 11/D2 “Didattica, pedagogia speciale e ricerca educativa” (prima tornata 2016).

(se vuoi, fai skip)

english version

  1. La smorfia dice 77 “i diavoli” (nel senso biblico)..ma giusto perchè al posto della camicia avevo ‘na maglia de flanella, si accende qualche lampadina e si fa di necessità virtù.., pensando a oggi, nel ’77 abrogano le feste dell’Epifania, San Pietro e Paolo, il 2 e il 4 novembre…nato appunto sotto il segno dell’austerity. Nel ’77 finisce pure Carosello e viene usata per l’ultima volta la ghigliottina (ancor prima ci capitò tra gli altri il povero Babeuf) ma nasce la Smorfia di Troisi e company, che mi regala un argomento di charlas negli anni a venire ossia i capelli simili anche al cult dei b-movie Mimì Metallurgico e der Monnezza. Il Troisi, che diceva che per viaggiare non bisogna essere per forza emigranti ..e aver toccato quasi 4 continenti in 39 anni e la stessa spiaggia a Torre Lapillo negli stessi 39 anni lo prendo come un buon presagio e non più come da bambino, un miraggio…quando mio papà viaggiava il mondo, come emigrante. Nel ’77, oltre a nascere Kimba re della foresta (per contrastare le dipendenze da Juan del Diablo di Cuore selvaggio), in Spagna si hanno per la prima volta elezioni democratiche dopo Franco, L’album The Clash irrompe nel ’77 e sempre in quell’anno, contro un funzionale compromesso storico, che oggi viviamo al ribasso, è l’anno duro del Movimento del ’77. In fondo, quel senso di allergia nel machiavellico sistema, senza la chiave di volta delle relazioni in carne ed ossa, pare mi abbia lasciato qualche impronta epigenetica. E in superficie, benché il tempo, mi fa allergia tanto quanto un autistico antagonismo oppositivo, poi girotondino e moralista, di tanto “left” radical chic che, incoerente tra il dire e il fare, dimentica sul comodino il libro della Heller. Ma per arrivare e ripartire da questo, prima di una decennale vita romana, ho partecipato alla vita politica del mio paese, Veglie, cofondando la Sinistra Giovanile nel 1996 e divenendo Presidente della Consulta Comunale “Giovani” e “Cultura” nel 1997. Dopo quelle esperienze, ho abbandonato ogni pretesa di testare il cambiamento sociale (e quindi politico) tramite la politica partitica e rappresentativa a fronte di quella partecipativa e deliberativa e proprio partendo dal fare e dal riflettere della vita quotidiana. L’opzione è per la sociologia e successivamente per la pedagogia, quali strumenti per coprogettare e covalutare il cambiamento sociale tra comunità e istituzioni. Non c’è anamnesi collettiva se prima, passando dal proprio Feuer-bach, non si è passati da quella propria…Ma… un passo indietro. Lì lì per la maggior’ età infatti, conseguita la maturità classica al Calasanzio a Campi salentina, parto per Roma, così eterna, e così mamma puttanona come diceva Remotti, che per 12 anni mi tiene sotto la sua gonna con quel “volemose bene e ‘nnamo avanti” inseguendo “appuntamenti a cui non si arriva mai puntuali” (Non ho mai detto che sto a Roma a fa’ progetti!). Così eterna che finalmente laureato all’Università di Roma “La Sapienza” in Sociologia, dopo un 3,14 di possibilità che finissi, subito dopo il diploma di maturità, a orientarmi breve tempo tra Ingegneria Gestionale a Torino e un anno a Biologia a Lecce. Come dice (non ricordo chi) il 3,14 era per gli egizi il rapporto tra destino e libero arbitrio. La matematica non è stata mai il mio forte e fino al ritorno a Lecce, avrei campato di pensiero associativo, al netto di gitane arrotolate, direbbe Vinicio. Durante gli anni universitari, mi sono appassionato alla ricerca sociale partecipando a: Gruppo C.E.I.R.S., Prof. M. Canevacci, (Dissolvenze – cortometraggio-1997 con Marco Spagnolo), Prof. D. De Masi (Gruppo Rashomonpixel: ”I capi senza tribù. Il caso Undo.net”- 2000). Fino al 2007, ho collaborato regolarmente con la cattedra di Sociologia del Turismo, Dip. Ri.S.Me.S,  presso la quale mi sono laureato (Tesi pubblicata: S. Patera, Salento. Scenari della diversità, Amaltea, Melpignano, 2007) partecipando a diverse attività di ricerca e progetti di intervento nell’ambito dello sviluppo locale, del privato sociale, dell’economia della cultura. Non certo o non solo, la febbre del sabato sera di cui fa menzione Spartaco ar Piotta. In fondo a sociologia, come continuavo a dire, non certo e non solo si organizzavano scioperi. Sempre in quegli anni, tra le attività della cattedra di Sociologia del Turismo con cui collaboravo e insieme ad alcuni colleghi abbiamo fondato il Gruppo Esopo (2002) realizzando alcune ricerche tra le quali: “L’organizzazione dell’impresa turistica. Il STL di Montepulciano”; (2004) e poi con la stessa cattedra “Il Salento e le sue specificità territoriali; (2005) ”Il Stl dei Monti Picentini; (2006) Analisi di un sistema turistico in potenza: Il Nord del Molise. Nasce anche in quegli anni il gruppo C.E.I.R.S. con, tra gli altri (Alessandro Gentile, Frantziscu Sanna, Irene Strazzeri, Elisa Mariano). Ma come disse la Mead, di cui avevo sentito parlare nelle aule romane, gli psicologi hanno problemi con sé stessi e i sociologi hanno problemi con la società. Infatti, per evitare di incappare nella confusione tra sociologia e ideologia, dal 2004 ho iniziato ad approfondire le metodologie e le tecniche di ricerca e analisi dei dati, frequentando, tra gli altri, i corsi di “Analisi statistica multivariata con i package SPAD 4.5 e SPADT” e “Tecniche di analisi del contenuto: software LEXICO3 e TALTAC” presso il Centro Elaborazione Dati – Università “La Sapienza”di Roma. Nel 2005, sotto la Direzione Scientifica della prof.ssa N. Stame e del prof. E. Nocifora, ho svolto attività di ricerca per l’Osservatorio Metropolitano Romano. Nel periodo romano, mi sono interessato a diverso titolo di processi di empowerment comunitario e di auto-produzioni culturali, animando e promuovendo reti di collaborazione su numerosi progetti. Dal 2002 sono stato socio di IRSEA (Roma), ove ho lavorato fino al 2006 e, al contempo, conseguendo da borsista il Master di II° liv. ”Bisogni sociali e progettazione dell’abitare” (Ateneo Federato dello Spazio e della Società) Università “La Sapienza”di Roma (Facoltà di Sociologia – Facoltà di Architettura “Valle Giulia). Stagista, nel 2006, presso il Comune di Roma (Mun. XIX) U.O. 4 – Settore Sviluppo Locale Sostenibile e Partecipato, ho fatto parte dell’equipe di ricerca interdisciplinare che si è occupato dello studio preliminare per il progetto di riqualificazione integrale nel Contratto di Quartiere “Quartaccio-Torresina”. Per compensare i pochi quattrini e non ancora bravo a compensare gli sforzi per campare con la sociologia in una città come Roma, dal 2006 al 2008 ho diretto (cambiando le lenzuola e facendo le colazioni) il Jocanda B&B art (Bed and Breakfast con Laboratorio di Arte Contemporanea) dove la mia ospitalità salentina (non trovo ancora il 5° mazzo di chiavi della casa di Tore Lapillo) mi permette di dare spazio a più di una dozzina di iniziative eccentriche con alcuni artisti e/o alcuni amici tra mostre, performance e istallazioni. “Circa” dovuto al fatto che alcune partivano già come feste da cento persone in casa (°°). Sempre nel 2006, abbandonando la retorica dei socialismi di stato nostrani in versione “vorrei ma non posso” e un po’ ammorbiditi dagli ormai rifritti remake di Rocky Balboa e Notte prima degli esami, (nonché dalla moda della partecipazione consultiva) decido di cambiare disco. Preparo l’album con la mia band romana John Goodman Experience che uscirà l’anno dopo e riesco a farmi selezionare in una call internazionale per il Workshop di Progettazione Partecipata “Bajo el mismo techo” promosso dalla prof.ssa A. Nufrio. Direzione La Habana (Cuba), alla scoperta del socialismo di stato un po’ meno light. Quell’esperienza unica fu resa possibile grazie alla collaborazione della Facultad de Arquitectura “ISPJAE” La Habana, del Grupo para el Desarrollo Integral de la Capital, della Sociedad Civil Patrimonio Comunidad y Medio Ambiente e del DIAP del Politecnico di Milano. A partire da quell’esperienza è stato prodotto lo studio preliminare e alcuni progetti all’interno del Masterplan del barrio Cayo Hueso e del barrio Chino pubblicando poi a Barcelona nel 2009 un saggio in un volume collettaneo, sui lavori svolti nel Workshop a La Habana. Dal 2007 al 2009 ho fatto parte del “Laboratorio di Cooperazione allo Sviluppo” al Politecnico di Milano (Di.A.P – Facoltà di Architettura). Di tali temi, mi occupo attualmente anche in qualità di progettista con fondi nazionali e comunitari e per soggetti pubblici e privati (anche se a fatica la progettazione, che non può esser separata dalla valutazione, ha dei costi, prima che occuparsi di costi). Investendo in auto-formazione (traspirazione del vincolo in possibilità), ho perfezionato questo ambito di studi partecipando a corsi e seminari specialistici quali: “Introduzione alla progettazione Partecipata”, IFOC, Bari, 2008; “S-Gis, Sistema de Informaciòn Territorial” (Oficina del Historiador – La Habana, Cuba) Università Roma 3, Roma, 2008; 2 corsi di “Europrogettazione”, Incubatore ITech – BICLazio – Euro Info Centre, Roma, 2007. In quest’ultimo premiato tra gli altri, come miglior equipe progettuale. Nel 2007, pur tentando di professionalizzarmi e sfuggire alla morsa del precariato, all’austerity del ‘77 e alla profezia della Mead (quest’ultima giustificata dal causato ribasso delle pretese sociali cui incappa un professionista giovane per ricordargli che è sempre un principiante) mi sono guadagnato un contratto all’ISTAT – Comune di Roma. Respirando coi polmoni a dalmata un po’ di smog romano, ho svolto per un periodo il rilevatore per Indagine EU/SILC 07: “Condizione di vita delle famiglie”, che senza la mia vespa, deceduta a Roma, non avrei potuto svolgere. E così mi sono guadagnato qualche biglietto aereo, col piglio di diventare di “sola andata”, o come direbbe il mio amico Sandro, (ormai/per fortuna a Madrid): “come emigrante de concetto” e quasi de core per la Spagna. Sempre nel 2007, per un incontro fortuito ospito a Roma, e mi invita a Milano (UniMiB), il Prof. Leotta, per il Soundscape World Project. Il tema dei paesaggi sonori, mi riporta alle voci del Salento, da dove il viaggio era iniziato. Un po’ come Ulisse di Kavafis “alla fine” del viaggio (mai tutta) e della parabola romana (Mamma Roma addio!). Un viaggio sonoro iniziato nel ’97 proprio durante il primo anno a Roma con un lavoro, fatto con il supporto del Prof. M. Canevacci, sui suoni del Salento e sulle sue Dissolvenze (cortometraggio con l’amico Marco Spagnolo). Tra il 2007 e poi più stabilmente nel 2009 mi trovo, con un rimpatrio antropologico a interessarmi a “Opere e Vite” volendo sperimentare su me stesso e in un gruppo, il senso del costruire la comunità, nel Salento che avevo lasciato più di dieci anni prima per cercare la risposta (e chissà fino a quando la domanda) al cambiamento sociale. Navigando per sfuggire tra lo spleen romantico e anarcoide dell’auto-direzione e la classica nostalgia funzionale dell’etero-direzione. Grazie, a una root (e non una route) conosco Salvatore Colazzo e da lui spronato e incoraggiato a tirare fuori vecchi appunti lasciati in un’agenda e una tesi di laurea che riempiva l’alzata di casa, partecipo in qualità di relatore al Seminario di Studi “Paesaggi Sonori e progettazione urbana”, da lui promosso, all’ex Dip. di Scienze Pedagogiche, Psicologiche, Didattiche dell’Università del Salento, ove attualmente mi trovo (sul perché noi del Sud abbiamo il verbo alla fine) e pubblico per Amaltea, il libro Salento, scenari della diversità. Nel 2007, ho ottenuto un contratto integrativo di docenza in “Pedagogia dei Media e della Comunicazione” Facoltà di Scienze Sociali, Politiche e del Territorio – Università del Salento. Per l’a.a. 2008-09 sono stato docente a contratto in “Didattica della Comunicazione e del Lavoro di Gruppo“, Facoltà di Scienze della Formazione, Università del Salento e da allora svolgo regolarmente attività di docenza per master e corsi di ogni ordine e grado. La fertile dialogica in corso tra sociologia-pedagogia nel frame della ricerca-azione partecipativa, si è concretizzata in numerose attività sul territorio tra le quali, Grillo Parlante: L’esperienza collaborativa della redazione di un giornale, (P.O.N. Scuola F1) Galatina (Le) 2008, Progetto SUD-EST, PON 2000-2006 – Asse III, (Università del Salento, Accademia di Belle Arti, Conservatorio T. Schipa, Lecce) ricerca sociale sul tema dell’Orientamento; CO.IN.FO. (Torino) ricerca socio-educativa dal titolo “Governance dei servizi: nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione” (G.A.L. – Gargano, Foggia). Le esperienze di ricerca sul campo e la possibilità di svincolarsi dall’aut-aut della museificazione e della omologazione nonché della retorica incoerente e inorganica degli intellettuali pseudo-partecipanti, mi hanno addentrato fino ai pantaloni, diceva Goffmann, sia alla dimensione etnografica nello studio dei processi di empowerment comunitario, sia all’azione e alla riflessione sui dispositivi della progettazione-valutazione partecipata come lento processo culturale di consapevolezza comunitaria (e istituzionale). Memento: partire dalla coerenza di esempio e di impegno quotidiano. Campare con la sociologia e la pedagogia mi ha fatto capire tra l’altro, che si può non finire in un call center (almeno non per sempre) e che a partire dal saper agire, ci sta la chiave per attraversare, come in un torrente di fuoco, l’ossessione auto-inflitta della “contesa servo padrone” e con essa degli scioperi rintuzzati, della lamentela teorica e priva di coerenza pratica, della partecipazione che cresce come i funghi e come essi allucina, della retorica del pubblico come nel Brazil di Gilliam e della scuola, andando dentro e fuori la scuola. A partire da questi anni intensi di innesti tra teoria e campo, concetti e prassi, nel 2009, insieme al gruppo di Colazzo, abbiamo fondato Espéro s.r.l. Azienda Spin-Off EspérO dell’Università del Salento di cui attualmente sono Vice-Presidente. Continuo a coltivare lo sviluppo di start-up e spinoff dal Salento all’Ecuador passando per il Pakistan. Nel mio giovane percorso di scrittura, sono stato redattore de “L’Officina” e “La terra dei Ceci” negli anni del liceo. Ho scritto anche per AR (Ordine Architetti, Roma) e la rivista Amaltea e ho contribuito a fondare la rivista Oikos sostenibile. Nel 2009 ho pubblicato con Salvatore Colazzo, Verso un’ecologia della partecipazione, Amaltea, Melpignano, 2009. WordPress >> e sempre nel 2009, sulla strada del ritorno, dopo l’esperienza romana, tiro su con degli amici la Fabbrica di Nichi a Galatina, che raccoglieva, i delusi di tanto finto teatro politico del gioco delle parti, con oggi qualche superstite “spesdìut” (al momento ancora deluso). Per ora ho smesso. Nel giugno 2013 ho conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Pedagogia dello Sviluppo (XXV ciclo) con una tesi dal titolo “L’emergenza della partecipazione e le sfide educative al cambiamento sociale”. Abbandonata ogni pretesa di percorrere il cambiamento sociale se non da un impegno politico nel proprio contesto di vita, ho optato per la sociologia e la pedagogia, quali opportunità per coprogettare e covalutare il cambiamento sociale verso una nuova (come viene definita oggi) cittadinanza societaria. Come cantava una delle prime canzoni imparate a memoria “Like a rolling stone” continuo a tenere il ritmo, appassionato di folk’n’roll, suono chitarra, armonica, cucchiai e, se stau de sciana, il violino. Ho suonato con gruppi e musicisti in differenti esibizioni in Italia (tra cui Finalista ArezzoWave Basilicata 2007, Emergency 2007, Estate Romana 2005) con vari gruppi (Militia, Allegra Brigata Bodhran, Sjrah, Scijiati Band – sociologisalentini, Terra pi Ciciri, John Goodman Experience. Ho suonato di più, però, (anche se si dice che non si dice) a matrimoni nell’agro romano, in un garage dietro la Prenestina, e fore allu Ilario Piranha. Come si scrive: “Toto Patera parla correntemente Inglese e Spagnolo” (e per adesso 30 parole di cinese). L’uomo che legge conosce, l’uomo che viaggia sa..Ci si può portare un libro in viaggio ma si può solo immaginare un viaggio in un libro.